Home » Insulino-resistenza: cause e rimedi

L’insulino resistenza è una condizione in cui le cellule del nostro organismo presentano una scarsa sensibilità all’azione dell’insulina. In condizioni fisiologiche le cellule Beta del Pancreas producono insulina, ormone ipoglicemizzante, il quale all’interno del plasma ha il compito di legarsi al recettore Tirosin-Chinasico posto sulla membrana delle cellule permettendo l’ingresso di glucosio all’interno di queste grazie all’attivazione dei trasportatori specifici GLUT-4 mantenendo stabili i livelli di glicemia. Quando l’insulina diventa poco affine a questi recettori si accumulano elevati livelli di glucosio nel sangue.

Le cellule muscolari rientrano tra i tessuti insulino-dipendenti, cioè quei tessuti che hanno bisogno di questo ormone per permettere il passaggio del glucosio dal circolo ematico alle cellule. L’insulina aumenta la captazione di glucosio da parte delle fibre muscolari promuovendone l’utilizzo a scopo energetico oltre che a ripristinare i livelli di glicogeno muscolare a seguito dell’esercizio fisico.

Quando questo meccanismo viene alterato ad esempio in presenza di una grande quantità di grasso viscerale, si genera una situazione predisponente l’insulino resistenza in quanto l’insulina non sarà più in grado di legarsi in maniera adeguata ai suoi recettori, la glicemia basale tenderà ad essere più alta e il pancreas per compensare tutta questa situazione dovrà produrre più insulina . Quando questa situazione non viene trattata con le giuste misure si va verso uno stadio avanzato dove le cellule pancreatiche hanno un’alterazione funzionale iniziando a produrre meno insulina e portando il soggetto con il tempo al Diabete Mellito tipo 2.

Per poter individuare un paziente affetto da insulino-resistenza è necessario valutare la glicemia basale che nella norma è compresa tra 75-110 mg/dl si sangue ma che con l’insulino-resistenza sale tra i 110 e i 125 mg/dl di sangue e l’insulinemia che normalmente dovrebbe essere tra 4 e 24 micro-unità per millilitro di sangue.

 

Fattori predisponenti l’insulino-resistenza

  • Scarsa attività fisica: la sedentarietà, o la scarsa attività fisica, riduce la sensibilità dei recettori GLUT4 nei confronti dell’insulina favorendo l’accumulo di glucosio ematico. Con l’attività fisica il glucosio viene usato a scopo energetico dalle fibre muscolari, inoltre in un soggetto ben allenato, durante sforzi intensi, saranno presenti un numero elevato di trasportatori posti sulla membrana delle cellule (a seguito del richiamo dell’insulina) in modo da veicolare una quantità maggiore di glucosio nei muscoli e migliorando così la sensibilità insulinica;
  • alimentazione scorretta: un’alimentazione ricca in carboidrati soprattutto semplici porta ad un accumulo di zuccheri all’interno del circolo ematico;
  • obesità: indica l’eccessivo accumulo di grasso corporeo rispetto alla massa magra; l’obesità, soprattutto quella viscerale, porta ad un notevole accumulo di glucosio ematico, oltre che di acidi grassi, favorendo il rischio di andare incontro ad eventi cardiovascolari.

 

Rimedi contro l’insulino-resistenza

Per contrastare l’insulino-resistenza è importante prima di tutto modificare lo stile di vita partendo con un’alimentazione personalizzata che permetta di rimodulare le calorie giornaliere prediligendo i carboidrati a basso indice glicemico. 

Poi, è importante inserire delle sessioni di attività fisica, infatti, come già descritto in precedenza, l’allenamento migliora la sensibilità insulinica mantenendo normali i livelli di glucosio nel sangue.

Anche una corretta integrazione alimentare dedicata può aiutare. Per esempio, l’Acido Alfa Lipoico della Tsunami Nutrition è un’integratore che permette di migliorare l’utilizzo di carboidrati a scopo energetico, mentre in un contesto ipocalorico l’assunzione di ALA permette di adattare l’organismo ad utilizzare fonti energetiche alternative, stimolando e attivando l’utilizzo di grassi. Ha notevoli proprietà antiossidanti che permettono la rigenerazione della vitamina C e del glutatione, un’antiossidante di fondamentale importanza in quanto tende ad eliminare i prodotti di scarto che si sono formati con l’allenamento e con le reazioni metaboliche. Le sue caratteristiche, quindi, permettono di mantenere i livelli di zucchero costanti favorendone il loro assorbimento all’interno delle fibre muscolari. Può essere utilizzato prima del workout insieme ad altri integratori come BCAA, aminoacidi essenziali e Creatina favorendone il loro rapido trasferimento alle cellule muscolari, oppure si può assumere prima dei pasti principali, colazione, pranzo e cena.

Anche il Chromium è un integratore utile in questi casi: il Cromo Picolinato della Natural Health è un’integratore a base di sali di cromo utilizzato per ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue che rappresentano un pericolo per il sistema cardiovascolare, ma soprattutto modula i livelli di glicemia a digiuno, regola l’appetito e contribuisce alla riduzione del tessuto adiposo. E’ preferibile utilizzare il Chromium post-workout perchè ottimizza l’azione dell’insulina migliorando la sua sensibilità con i recettori permettendo il trasferimento dei nutrienti dal circolo ematico alle fibre muscolari, e permette il miglioramento della composizione corporea aumentando la massa magra a discapito di quella grassa.

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Dott. Alessandro Sacconi

Con profonde conoscenze nel campo della nutrizione alimentare, il Dott. Alessandro Sacconi segue numerosi pazienti trattando diverse patologie e disturbi alimentari.

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