Home » Analisi del sangue: come ripristinare e mantenere valori salutari attraverso l’alimentazione e l’integrazione

Quante volte dopo aver fatto gli esami del sangue vi siete sentiti dire di dover prestare maggiore attenzione all’alimentazione? Esiste infatti un legame diretto, tra composizione corporea, alimentazione e valori ematici, vediamo come!

Analisi del sangue e alimentazione

Quindi possiamo affermare con estrema certezza che quegli esami, che tanto dicono sul nostro stato di salute, possono essere sensibilmente influenzati e migliorati attraverso l’alimentazione e l’integrazione. Essere magri non è di per sé, garanzia di essere in salute e di praticare un’alimentazione corretta ed essere senti da qualsiasi carenza alimentare. Gli esami del sangue fotografano in modo molto preciso, quali sostanze apporta al nostro corpo, l’alimentazione che seguiamo ed anche come il nostro organismo reagisce.

Trigliceridi, colesterolo, glicemia e azotemia sono i principali valori, rivelatori della nostra capacità di alimentarci correttamente e mettono in luce tutti gli errori alimentari che ci piace fare, ma ci permettono anche di prenderne coscienza e porre rimedio, ecco perché sono gli esami più controllati e prescritti.

Quando i trigliceridi sono alti, la principale preoccupazione, è che possano aumentare i fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, ancor più se oltre ai trigliceridi, sale anche il colesterolo, quest’ultimo si suddivide in LDL e HDL e per valutarne il rischio, si valuta il rapporto fra i due componenti.

Una corretta alimentazione, con un buon rapporto tra grassi saturi-monoinsaturi e polinsaturi,che limita o evita alimenti ricchi di grassi saturi a favore di quelli insaturi, favorirà l’innalzamento di HDL, che svolge una funzione protettiva ed è indice di buona salute, è da precisare però, che sia livelli molto bassi che molta di HDL sono dannosi. Il vero obiettivo è abbassare LDL che porta a ipertrigliceridemia.

Valori del sangue: quali si modificano con l’alimentazione

Se poco possiamo fare per la parte prodotta naturalmente dal nostro corpo, risulta fondamentale impegnarsi per la parte che possiamo controllare, seguendo un’alimentazione bilanciata, ricca di grassi buoni, con pochi zuccheri, aiutandoci con la regolare assunzione di omega-3 e Cla, che sono nostri grandi alleati nel tenere a bada il colesterolo.

Più o meno tutti poi, conosciamo qualcuno con problemi di glicemia, se non li abbiamo noi stessi. Controllare questo valore è di fondamentale importanza, perché ci da la fotografia del nostro metabolismo glucidico. La metabolizzazione degli zuccheri, se corretta, consente di utilizzare al meglio il carburante primario dell’organismo, il quale regola in maniera conseguente anche il metabolismo lipidico.

Ovviamente anche in questo senso è di fondamentale importanza seguire una dieta bilanciata, prediligendo carboidrati complessi, poveri di zuccheri e ricchi di fibre e, perché no, facendoci aiutare da una buona integrazione. In questo caso sono di fondamentale importanza: il CROMO, che agisce sensibilizzando il corpo all’intervento dell’insulina oltre ad avere esso stesso un effetto insulinico, cioè ha la capacità di abbassare la glicemia; l’ALA PLUS che in sinergia col cromo, risulta utile a migliorare l’assimilazione dei carboidrati.

Quando i livelli ematici di glucosio sono elevati, significa che il corpo sta perdendo la sua capacità di metabolizzare bene gli zuccheri, il carburante primario del nostro organismo, e preservarne un buon metabolismo è fondamentale in primis per la nostra salute.

Quando ad essere alta è l’azotemia, scatta un altro campanello d’allarme che ci segnala quanto azoto non proteico è presente nel sangue. Questo valore, se è elevato senza essere riconducibile a ragioni patologiche riconosciute o cure farmacologiche note, riferito quindi, a soggetti perfettamente sani, può essere ricondotto proprio a cause alimentari: può indicare che si beve troppo poco per esempio, o che si segue una dieta eccessivamente proteica. L’azotemia si innalza quando il fegato produce più urea o se i reni riducono la capacità di filtrarla.
L’urea è una molecola ipoteticamente innocua per il nostro organismo, derivante dalla trasformazione dell’ammoniaca, che si produce con la degradazione degli aminoacidi, per poi essere trasformata a livello del fegato e rilasciata nel circolo sanguigno, e dopo essere filtrata dai reni viene eliminata con le urine.
Un valore eccessivamente alto può essere indice sia di cattiva funzionalità renale, che dieta iperproteica, e se è vero che un eccesso di carboidrati o grassi viene immagazzinato nel corpo per essere utilizzato in un secondo momento, un eccesso proteico non può esser stoccato, ma viene ossidato con il processo descritto sopra.

Capita spesso che nella dieta di uno sportivo si debba andare incontro a periodi di restrizioni alimentari, in cui per tenere sotto controllo questo valore, nonché la salute di fegato e reni, può essere particolarmente utile ricorrere all’integrazione di D-TOX, noto per le sue capacità epatoprotettive e detossinanti, che aiutano il fegato e i reni a espellere le tossine, altro alleato in tal senso è il NAC, fondamentale nella formazione del glutatione, che possiede anche lui una funzione protettiva e detossinante.

 

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Samuela Tronci

Coach e Personal Trainer appassionata, Samuela Tronci segue con i suoi consigli e la sua professionalità aspiranti atlete e atleti e persone che vogliono costruire salute e benessere a nuovo livello.

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