Home » Stress ossidativo e radicali liberi: ritrovare l’equilibrio con il Pino Marittimo

Che cos’è lo stress ossidativo delle cellule?

Le specie reattive dell’ossigeno (ROS) e le specie reattive dell’azoto (RNS), sono ben note per svolgere un duplice ruolo sia come molecole dannose, sia benefiche.

ROS e RNS sono normalmente generati da enzimi strettamente regolati, come le isoforme di NO sintasi (NOS) e NAD(P)H ossidasi, rispettivamente.

La sovrapproduzione di ROS (derivante dalla catena mitocondriale di trasporto degli elettroni o dall’eccessiva stimolazione di NAD(P)H) provoca stress ossidativo, un processo deleterio che può essere un importante mediatore di danni alle strutture cellulari, inclusi lipidi e membrane, proteine ​​e DNA.

Al contrario, gli effetti benefici dei ROS e RNS si verificano a concentrazioni ematiche basse e moderate. Molti degli effetti mediati dalle basse concentrazioni di queste specie reattive riguardano le risposte cellulari come, ad esempio, nella difesa da agenti infettivi. Altri effetti riguardano alcune vie di segnalazione e l’induzione di una risposta mitogenica. Per meglio precisare, diverse azioni mediate dai ROS, proteggono le cellule dallo stress ossidativo indotto dai ROS e ristabiliscono o mantengono un “equilibrio redox” chiamato anche “omeostasi redox”.

Ad esempio, un numero crescente di prove mostra che i ROS all’interno delle cellule agiscono come messaggeri secondari nelle cascate di segnalazione intracellulare che inducono e mantengono il fenotipo oncogeno delle cellule tumorali. Allo stesso tempo i ROS possono anche indurre la senescenza cellulare e l’apoptosi e possono quindi funzionare come molecole antitumorali. Ecco che, come spesso accade, si rientra in un’ottica in cui “è la dose a fare il veleno”.

Piccole concentrazioni di ROS e RNS possono essere positive per la nostra salute, alte concentrazioni rappresentano un pericolo.

Un abbondante numero di studi suggerisce che la sovrapproduzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) può essere la causa principale di malattie croniche come cancro, malattie cardiovascolari, neuro-degenerazione e invecchiamento. Logicamente, è stato suggerito che gli antiossidanti alimentari, quelli che possono mitigare gli effetti dannosi dei ROS, siano utili per la promozione della salute, sebbene questo sia un argomento molto dibattuto, poiché un’attività troppo bassa dei ROS può avere conseguenze indesiderabili sulla salute, così come abbiamo detto all’inizio dell’articolo.

Cosa sono e a cosa servono gli antiossidanti?

La ricerca sugli antiossidanti alimentari si è sviluppata rapidamente negli ultimi anni. La questione però risulta tuttora controversa, per via della mancanza di prove cliniche e marcatori molecolari specifici in grado di misurare l’impatto degli antiossidanti nella dieta, non solo sullo stato di stress ossidativo, ma anche sullo stato di salute.

Ad esempio, la vitamina E è nota per essere un antiossidante liposolubile per la prevenzione dell’autossidazione degli acidi grassi polinsaturi nelle membrane cellulari. Tuttavia, il suo ruolo nella promozione della salute e nella prevenzione delle malattie non è chiaro e numerosi studi clinici hanno portato a conclusioni contrastanti. Uno dei motivi potrebbe essere che negli studi clinici sono state utilizzate diverse forme di “vitamina E” (esteri naturali, sintetici, alfa-tocoferoli, ecc.). Inoltre, diversi tocoferoli (vitameri) possono presentare bioattività diverse. D’altra parte, è noto che gli effetti delle vitamine sugli esseri umani dipendono da sottili differenze tra la genetica degli individui!

Dieta e stile di vita per ridurre lo stress ossidativo

La maggior parte degli antiossidanti presenti nel cibo, sono sensibili all’ossidazione da parte delle specie reattive dell’ossigeno nel corpo umano. Pertanto, l’assunzione di antiossidanti nella dieta dovrebbe tradursi nella riduzione dello stress ossidativo, contribuendo così a mantenere la normale funzione fisiologica degli organi. Tuttavia, l’ostacolo maggiore è che non esistono ancora metodi semplici e affidabili per determinare lo stato di stress ossidativo e la capacità antiossidante nei singoli individui. I marcatori molecolari dello stress ossidativo al momento utilizzati sono estremamente complessi a causa della combinazione di diverse specie reattive dell’ossigeno e delle biomolecole (lipidi, proteine ​​e DNA/RNA). Per questo motivo non siamo tutt’ora in grado di stabilire quale sia la dieta dal più elevato potere antiossidante, ma possiamo supporre (anche per via indiretta, analizzando gli altri studi) che sia una dieta bilanciata in stile mediterraneo.

Un altro aspetto importante da tenere in considerazione è sicuramente lo stile di vita, poiché questo è in grado di influire significativamente sullo stress ossidativo. Dormire regolarmente, mangiare in stile mediterraneo e tenere a bada lo stress sono sicuramente i fattori più raccomandati, mentre occorre fare chiarezza sull’attività fisica. L’esercizio fisico moderato, non troppo intenso e duraturo, ha la capacità di produrre una quantità moderata di stress ossidativo che viene gestito in maniera ottimale dall’organismo, innescando la giusta “risposta ormetica”. Quando l’attività fisica diventa troppo intensa, frequente e duratura, la produzione di ROS e RNS diventa eccessiva e diventa difficile per l’organismo riuscire a compensare questa situazione.

Pino marittimo: uno straordinario antiossidante naturale

Bisogna anche riconoscere che con il passare degli anni e con l’allenamento, l’organismo è sicuramente in grado di tollerare un maggior stress ossidativo, ma occorre sempre non esagerare, soprattutto considerando il fatto che lo stress derivante dall’attività fisica deve essere sommato a quello derivante dallo stile di vita in generale. Per dichiarare guerra ai radicali liberi, dunque, occorre innanzitutto prendersi cura del proprio stile di vita e dei livelli di stress, successivamente si può intervenire con una buona alimentazione e, talvolta, anche con una valida integrazione alimentare. Molte molecole negli ultimi anni hanno evidenziato il loro potere antiossidante e, tra queste, sicuramente occorre citare il Pino Marittimo.

Questo ha ricevuto notevole attenzione a causa della sua forte attività di scavenging dei radicali liberi contro le specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto. L’estratto di corteccia di P. pinaster contiene composti polifenolici (questi composti sono costituiti da catechina, taxifolina, procianidine di varie lunghezze di catena formate da unità di catechina ed epicatechina e acidi fenolici) in grado di produrre diversi effetti potenzialmente protettivi contro le malattie croniche e degenerative.

A questa sostanza sono stati attribuiti altri effetti positivi:

  • Sul sistema cardiovascolare, per la sua attività vasorilassante, l’attività di inibizione dell’enzima di conversione dell’angiotensina e la capacità di migliorare la microcircolazione e aumentare la permeabilità capillare.
  • Sul sistema immunitario e sulla modulazione del metabolismo del monossido di azoto.
  • Sul metabolismo energetico, sulla modulazione glicemica e dei livelli di colesterolo.
  • Sulle sue capacità antinfiammatorie, antimicrobiche a antivirali.

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Il Team di Ricerca & Sviluppo TN Pharma, basandosi sui promettenti risultati degli studi clinici a tal proposito, ha formulato PINO MARITTIMO, l’estratto naturale derivante dalla corteccia di Pino marittimo.  Questo integratore lavora molto bene in sinergia con altri integratori dal potere antiossidante quali la Spirulina, la Bromelina, il Glutatione Liposomiale e la Vitamina C. La loro azione sinergica, in associazione con un corretto stile di vita e una corretta alimentazione,  potrebbe fare davvero la differenza nella lotta contro i radicali liberi.

 

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Dott. Antonio Milocco

Biologo nutrizionista, il Dott. Antonio Milocco è focalizzato sulla ricerca nelle scienze dell’alimentazione grazie ad una collaborazione con l’Università di Sassari.

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