Home » Integratori di testosterone, il re degli ormoni maschili

Il testosterone è il principale ormone maschile responsabile della regolazione della differenziazione sessuale, della produzione delle caratteristiche sessuali maschili, della spermatogenesi e della fertilità. Il testosterone è responsabile dello sviluppo sessuale primario, che comprende discesa testicolare, spermatogenesi, ingrossamento del pene e dei testicoli e aumento della libido. Il testosterone è anche coinvolto nella regolazione delle caratteristiche maschili secondarie, che sono quelle responsabili della mascolinità. Queste caratteristiche sessuali secondarie includono la crescita di peli e cambiamenti del tono della voce. Il testosterone ha importanti effetti anabolici che si manifestano soprattutto nella pubertà, periodo in cui il testosterone aumenta la crescita dei tessuti, compreso quella dei muscoli scheletrici, in cui stimola la sintesi proteica. Il testosterone stimola anche l’eritropoiesi, il che si traduce in un ematocrito più elevato nei maschi rispetto alle femmine. I livelli di testosterone tendono a diminuire con l’aumentare dell’età ed ecco perché può essere utile rivolgersi ad un integratore di testosterone. Infatti, gli uomini tendono a sperimentare una diminuzione delle dimensioni dei testicoli, un calo della libido, una minore densità ossea, un declino della massa muscolare, un maggiore accumulo di grasso e una diminuzione dell’eritropoiesi. Potremmo citare tante altre funzioni del testosterone, che vanno dalla sua capacità di influenzare la sfera psicologica alla capacità di regolare altri ormoni, ma questa non è una lezione di fisiologia umana. Da quanto detto comunque si evince il motivo per cui il testosterone è considerato “il re degli ormoni” per il sesso maschile. 

E se ci fossero scoperte recenti in grado di correlare il testosterone con l’infezione da virus SARS-COV-2??

Ebbene si, ci sono!!

Già in precedenza, i ricercatori hanno notato associazioni tra obesità e gravità / mortalità dell’infezione da COVID-19, nonché carenze di vitamina D e aumento del rischio di esiti peggiori dall’infezione. Più di recente, la comunità scientifica ha osservato che gli uomini sembrano essere più suscettibili a gravi esiti da COVID-19 rispetto alle donne. Ciò ha portato alcuni nella comunità di ricerca a postulare che gli ormoni sessuali possano svolgere un ruolo nella gravità e nell’esito della malattia. Ricerche effettuate in Germania hanno scoperto che i pazienti con COVID-19 in condizioni critiche soffrono di gravi carenze di testosterone e diidrotestosterone (DHT). I ricercatori osservano che le carenze di questi ormoni possono compromettere la capacità del sistema immunitario di combattere i patogeni, creando una “tempesta di citochine”, condizione iperinfiammatoria causata da un sistema immunitario iperattivo. Questa “tempesta” è tipica degli individui affetti da COVID-19.

Va ricordato che tutti i pazienti nello studio tedesco presentavano comorbilità (ipertensione, cancro, obesità, diabete di tipo 2 o malattie cardiache) e queste comorbilità potevano tenere conto dei bassi livelli di T dei soggetti maschi (nonché della loro età). Come più o meno tutti sappiamo, i livelli di testosterone diminuiscono con l’età. Alla luce di questi dati potremmo affermare che livelli adeguati di testosterone, non solo sono utili a tutte quelle funzioni che abbiamo citato in precedenza, ma possono essere importanti anche per il benessere del sistema immunitario. 

 

Metodi naturali per ottimizzare i livelli di testosterone 

Possiamo adottare dei comportamenti specifici per ottimizzare i livelli di testosterone? Certamente!!! Dieta, esercizio fisico, riposo, stile di vita, integratori di testosterone, consumo di fumo e alcolici, attività sessuale sono tutti fattori che influenzano la produzione di testosterone. Come sempre alla base indovinate cosa c’è? L’alimentazione! 

Le diete a troppo basso contenuto di grassi potrebbero abbassare i livelli di testosterone. Gli acidi grassi saturi e monoinsaturi hanno dimostrato di aumentare direttamente e sistematicamente il testosterone mentre i grassi polinsaturi, in generale, inibiscono la produzione di testosterone. L’acido arachidonico, un acido grasso polinsaturo derivato dagli omega-6, supporta la produzione di testosterone, ma un suo eccesso è sconsigliato perché è un substrato di partenza per la cascata infiammatoria e l’infiammazione. 

I grassi migliori e più sani per aumentare il testosterone sono i grassi monoinsaturi, che si trovano preferibilmente nell’olio extravergine di oliva, negli avocado e nelle noci. Le noci sono ricche di zinco e magnesio, altri due elementi fondamentali per la produzione di testosterone. Le diete carenti di zinco possono abbassare i livelli di testosterone ed è stato anche dimostrato che gli integratori di zinco possono aumentare il testosterone negli adulti con carenza di zinco. Inoltre, gli integratori orali di zinco aumentano i livelli di testosterone totale e libero negli atleti d’élite dopo l’esercizio fisico. (Neuro Endocrin, 2006.)

Alcuni studi hanno dimostrato che l’oleuropeina, un polifenolo nell’olio d’oliva, ha proprietà di inibizione dell’aromatasi, l’enzima che converte il testosterone in estrogeno. Inoltre, i polifenoli presenti nel vino rosso sono naturali inibitori dell’aromatasi, in grado di ridurre i livelli sierici di estrogeni. Come sempre premia la moderazione, poiché il vino rosso contiene anche alcool che ha una correlazione negativa col testosterone. L’alcool in grandi concentrazioni può abbassare i livelli di testosterone, aumentare i livelli di aromatasi e quindi i livelli di estrogeni! Inoltre l’alcool sembrerebbe in grado di stimolare la produzione di cortisolo (ormone dello stress) e sopprimere la produzione di ormone della crescita (GH). In questo caso, quindi, gli integratori di polifenoli del vino rosso potrebbero essere un’alternativa valida senza alcol.

La ricerca evidenzia che Personalmente un consumo moderato di vino rosso, da uno a due bicchieri al giorno, ha un effetto favorevole sul testosterone, a differenza di altre bevande alcoliche, a causa del contenuto di polifenoli del vino rosso. Secondo Halis Akturk e Todd Nippoldt della Mayo Clinic (JAMA, 2016), tutti i sintomi legati a bassi livelli di testosterone possono spesso essere migliorati attraverso l’esercizio, la perdita di grasso, una dieta bilanciata e buona quantità di sonno. Chiaramente anche lo stress gioca un ruolo negativo nella produzione di testosterone, poiché ci fa produrre cortisolo che in un certo senso “antagonizza” la produzione di testosterone

Ok, ma quindi come dobbiamo mangiare per ottimizzare i livelli di testosterone?

La dieta mediterranea, grazie alla presenza di buone quantità di grassi polinsaturi, polifenoli e al suo bilanciamento in carboidrati, proteine e grassi, si dimostra attualmente il miglior regime alimentare per garantire una salute ottimale e quindi anche una migliore produzione ormonale. Secondo uno studio più recente nel prestigioso NEJM, (New England Journal of Medicine, 13 giugno 2018) condotto su persone ad alto rischio cardiovascolare, gli eventi cardiovascolari avversi sono inferiori tra i soggetti che seguono una dieta mediterranea integrata con extravergine di oliva.  

Come possiamo comportarci invece con l’allenamento?

La ricerca dimostra che l’allenamento contro resistenze, svolto ad alta intensità, caratterizzato da sforzi brevi e intensi è particolarmente indicato per stimolare la produzione di testosterone e aumentare la massa corporea magra. Allo stesso tempo, l’esercizio aerobico prolungato, può abbassare il testosterone, aumentare i livelli di cortisolo e favorire una rapida perdita di massa muscolate. Gestire con attenzione i volumi di lavoro è altrettanto importante, poiché anche il sovrallenamento può abbassare il testosterone e aumentare il cortisolo. Il riposo e il recupero sono fondamentali per mantenere livelli di testosterone normali e ottimizzare quanto fatto in allenamento. 

 

Integratori di testosterone per ottimizzarne la produzione 

Esistono integratori di testosterone in grado di ottimizzare la produzione di testosterone? Intanto ricordiamo che la parola “ottimizzare” ha un significato ben preciso, sta a significare che possiamo fare tutto ciò che è necessario per stimolare la naturale e fisiologica produzione di testosterone. Quindi ottimizzare non significa “aumentare” e soprattutto tiene conto di tutto il contesto che abbiamo citato in precedenza, quindi alimentazione, esercizio fisico e riposo. Non possiamo sperare di aumentare la produzione di testosterone con un semplice integratore di testosterone se prima non abbiamo badato a una dieta ottimale, un esercizio fisico ottimale e un adeguato riposo. Premesso questo possiamo affermare che negli anni la ricerca della molecola “miracolosa” per aumentare la produzione di testosterone non si è mai fermata, anzi, procede spedita. Sono venuti fuori studi di ogni tipo, spesso con esito negativo, o positivi ma con conflitti di interesse importanti alle spalle. Nel 2020 abbiamo comunque tanta letteratura da poter “scremare” e possiamo trarre alcune conclusioni su quali sostanze possono essere valide o meno. Il team di ricerca e sviluppo ha selezionato i migliori principi attivi, supportati da letteratura scientifica valida, per poter creare un integratore in grado di supportare al meglio la produzione di testosterone, la spermatogenesi e la libido. 

Nasce così il LIBISTRONG MAN, un integratore di testosterone davvero innovativo, grazie alla presenza di ben 4 brevetti unici, ai quali si aggiungono un mix di vitamine, minerali ed estratti erbali. Associato a tutte le varie raccomandazioni citate sopra, potrebbe essere davvero un valido aiuto per la salute e il benessere dell’uomo, nonché un alleato per gli obiettivi di fitness più mirati come l’aumento di massa muscolare e la perdita di grasso. 

 

ESTRATTO DI SEMI DI FENUGREEK (Trigonella Foenum-Graecum)

Un alimento base dell’Ayurveda, il fieno greco ha una lunga storia di utilizzo nella medicina tradizionale. Gli studi hanno dimostrato che il fieno greco ha proprietà antidiabetiche e ipocolesterolemizzanti e può anche migliorare la funzione e la sensibilità dell’insulina, grazie alla presenza dell’aminoacido 4-idrossiisoleucina.

La potente pianta contiene anche glicosidi e saponine steroidee che possono aumentare il testosterone libero e inibire l’aromatasi. Va notato che una parte del testosterone viene convertita in estrogeni attraverso un processo chiamato aromatizzazione, che aumenta i livelli di estrogeni e diminuisce il testosterone; tuttavia, gli inibitori dell’aromatasi (come il fieno greco) impediscono la conversione del testosterone in estrogeni, riducendo così i livelli di estrogeni e aumentando il testosterone.

Data la potenza degli inibitori dell’aromatasi, sono i preferiti dai bodybuilder che cercano di prevenire la ginecomastia, lo sviluppo di tessuto mammario simile a quello femminile. Ma molti prodotti farmaceutici presentano una serie di effetti collaterali indesiderati, che mettono a rischio la salute e il benessere. Il fieno greco è un inibitore dell’aromatasi naturale dimostrato di essere sicuro negli studi di ricerca.

Una ricerca pubblicata sull’International Journal Sports Nutrition Exercise Metabolism (2010) ha rilevato che l’integrazione di fieno greco ha ridotto il grasso corporeo e aumentato il testosterone totale e biologicamente disponibile (rispetto a un placebo). I soggetti nello studio si sono formati quattro giorni alla settimana consumando 500 mg di un estratto di fieno greco standardizzato.

Dopo lo studio, i ricercatori hanno concluso che il fieno greco “ha inibito in modo incompleto l’attività dell’aromatasi e della 5-alfa-reduttasi aumentando significativamente i livelli di testosterone totale e biodisponibile, oltre a diminuire la percentuale di grasso corporeo in combinazione con un programma di allenamento di resistenza”.

Uno studio più recente pubblicato sul Journal of Sports and Health Science (2015) ha riportato che un trattamento di otto settimane contenente un estratto di fieno greco standardizzato (600 mg al giorno) ha offerto effetti benefici in termini di ripetizione fino al fallimento nella leg press e aumento dei livelli di testosterone libero rispetto al placebo e ha dimostrato una significativa attività anabolica e androgena rispetto al placebo. I soggetti hanno sperimentato miglioramenti significativi nel grasso corporeo senza una riduzione della forza muscolare o ripetizioni fino al fallimento. Soprattutto, l’integrazione con fieno greco è arrivata senza effetti collaterali clinici. In breve, il fieno greco aumenta i livelli di testosterone, diminuisce i livelli di estrogeni, migliora la composizione corporea e non ha assolutamente inconvenienti!

 

VITAMINA D

Bassi livelli di vitamina D sono collegati a bassi livelli di testosterone nel sangue. Uno studio austriaco ha dimostrato che l’integrazione con vitamina D (3.332 UI) al giorno per un anno aumenta il testosterone del 20% e il testosterone libero biologicamente attivo del 17% tramite l’abbassamento della globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG). La vitamina D riduce anche la scomposizione del testosterone in estrogeni riducendo l’espressione dell’enzima aromatasi e ha dimostrato di aumentare i livelli di IGF-1.

La vitamina D è prodotta dall’organismo tramite l’esposizione alla luce solare e attraverso la dieta. È fondamentale per la salute delle ossa ma anche importante per la funzione del sistema immunitario. L’aumentata incidenza di raffreddori e influenza durante l’inverno può essere dovuta a livelli ridotti di vitamina D, e diversi studi hanno anche trovato un legame tra bassi livelli di vitamina D e un aumento del rischio di cancro.

Uno studio olandese ha dimostrato che la vitamina D e il nandrolone, uno steroide anabolizzante con proprietà di costruzione dei tessuti che viene utilizzato illegalmente per migliorare le prestazioni nello sport, aumentano l’attività dei recettori degli androgeni nel tessuto muscolare in modo indipendente e in combinazione. Lo studio ha utilizzato cellule muscolari coltivate in laboratorio. I ricercatori hanno dimostrato che gli integratori erano efficaci nei muscoli giovani e anziani e hanno anche aumentato la crescita delle cellule satellite, che sono fondamentali per la rigenerazione muscolare dopo l’esercizio e per promuovere l’ipertrofia muscolare.

Lo studio ha anche dimostrato che gli integratori di vitamina D hanno reso il nandrolone più efficace per promuovere l’ipertrofia muscolare. Questi risultati hanno importanti implicazioni per prevenire il deterioramento muscolare con l’invecchiamento e per i bodybuilder che usano steroidi anabolizzanti.

La vitamina D può anche aumentare la forza muscolare. Una revisione della vitamina D ha concluso che l’integrazione con la vitamina (4000 UI al giorno) ha aumentato la forza superiore e inferiore. La revisione ha incluso 310 adulti, età media 21-31 anni. Gli autori hanno scritto: “Questa revisione ha scoperto che l’integrazione di vitamina D3 migliora la forza muscolare superiore e inferiore in una popolazione sana adulta, atletica e non atletica di età compresa tra 18 e 40 anni”. Questa è stata la prima scoperta che la vitamina D può aumentare la forza muscolare negli adulti giovani e sani.

Come se questo non fosse un motivo sufficiente per utilizzare la vitamina D, considera questo: l’integrazione di vitamina D può anche ridurre il grasso corporeo!

Secondo uno studio condotto da Andres Carrillo della Purdue University, gli integratori di vitamina D combinati con 12 settimane di allenamento con i pesi hanno migliorato e aumentato la produzione di energia nei giovani adulti in sovrappeso. I ricercatori hanno integrato 4.000 UI di vitamina D al giorno. Hanno riscontrato miglioramenti nella potenza di picco e nel rapporto vita-fianchi.

Secondo Halis Akturk e Todd Nippoldt della Mayo Clinic (JAMA, 2016), “I sintomi legati a bassi livelli di testosterone possono spesso essere migliorati attraverso l’esercizio, la perdita di grasso, una dieta migliore, uno stress ridotto e migliori abitudini di sonno”.

 

 

 

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Dott. Antonio Milocco

Biologo nutrizionista, il Dott. Antonio Milocco è focalizzato sulla ricerca nelle scienze dell’alimentazione grazie ad una collaborazione con l’Università di Sassari.

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