Home » Il Colesterolo: amico-nemico

Sul colesterolo se ne sentono di tutti i colori ma oggi, con questo articolo, vediamo di fare un po’ di chiarezza sulla sua importanza per il nostro organismo. Principalmente il colesterolo è un grasso, con precisione uno sterolo, uno dei costituenti principali della membrana delle cellule ed è presente nel sangue e in ogni altro tessuto. Il colesterolo è stato isolato per la prima volta nella seconda metà del 1700 ed è una sostanza liposolubile che viaggia nel sangue grazie a trasportatori specifici chiamati lipoproteine.

Queste lipoproteine sono complesse, costituite da trigliceridi, esteri di colesterolo, fosfolipidi, colesterolo non esterificato e proteine dette apolipoproteine.

La funzione principale delle lipoproteine trova riscontro nel trasporto dei grassi ai tessuti periferici e da questi verso il fegato.

Principalmente le lipoproteine plasmatiche vengono distinte in cinque classi importanti, in ordine di densità crescente. Nello specifico abbiamo i chilomicroni, le VLDL (very low-density lipoprotein), le IDL (intermediate-density lipoprotein), le LDL (low-density lipoprotein) e le HDL (high-density lipoprotein).

In realtà, ciascuna di queste classi rappresenta a sua volta una famiglia a sé, nella quale sono ulteriormente identificabili delle sottoclassi in termini di dimensione, carica, densità e composizione chimica.

Le apolipoproteine, essenziali per le lipoproteine, svolgono alcune funzioni molto importanti per la nostra salute che vanno dalla stabilità strutturale delle lipoproteine, all’essere cofattori per l’attivazione di enzimi del metabolismo energetico ed essenziali per la funzione dei recettori esposti sulle membrane cellulari.

Entrando più nello specifico, le classi più importanti di cui si sente spesso parlare sono le HDL e le LDL.

Le HDL, High Density Lipoprotein, sono la frazione di colesterolo definito buono e trasportano il colesterolo stesso dalla periferia verso il fegato in modo da poterlo riutilizzare.

Le LDL, Low Density Lipoprotein, chiamate “cattive”, indirizzano il colesterolo dal fegato alla periferia, agevolando la sua deposizione sulla parete dei vasi arteriosi. In realtà e pochi lo sanno, le LDL più pericolose per i problemi cardiovascolari sono le LDL ossidate, causate dall’abuso di alimenti lavorati e raffinati, chiamati anche junk food, che nel lungo periodo possono provocare un aumento di infiammazione e di radicali liberi.

Per pura informazione, c’è ancora una lipoproteina molto simile alle LDL, chiamata Lpa. Per questo tipo di proteina non esiste una concentrazione unica visto che varia da persona a persona essendo collegata alla predisposizione genetica. Questa lipoproteina sembrerebbe essere una delle più pericolose, oltre ad avere un ruolo importante nella patogenesi dei danni vascolari promuovendo la trombosi.

Precisiamo subito che la maggior parte del colesterolo prodotto, circa 70%, è derivante dal nostro organismo. Il fegato, infatti, sintetizza circa 1200mg di colesterolo al giorno partendo da una molecola acetil-CoA.

Invece il colesterolo che introduciamo con la nostra alimentazione è meno influente in un organismo sano e normalmente si aggira attorno a 100-250mg. Questo non ci deve far sottovalutare il ruolo della dieta nella regolazione del livello di colesterolo nel sangue. La sua produzione può aumentare in seguito all’ingestione di alimenti specifici e, soprattutto, carboidrati raffinati ad alto indice glicemico, visto che l’insulina gioca un ruolo chiave nella iperproduzione di colesterolo. Infine, i livelli di colesterolo non dipendono solo dal cibo stesso ma da più fattori importanti come l’inattività, l’utilizzo di alcuni farmaci, lo stress, i micronutrienti e la nostra genetica.

Abbiamo detto che il colesterolo è molto importante per il nostro organismo, ma vediamo nello specifico il perché elencando le sue diverse funzioni:

  • È un componente essenziale delle membrane cellulari a cui dona la rigidità, flessibilità e la struttura.
  • È il precursore di importanti molecole come il CoQ10, il testosterone, gli estrogeni, il corriamolo e soprattutto della vitamina D, ormai conosciuta come un vero ormone, con tantissime proprietà per la nostra salute (fortifica il sistema immunitario, migliora l’assorbimento del calcio, normalizza i livelli ormonali, ecc.).
  • È un componente nel SNC, soprattutto per le guaine mieliniche, con un ruolo importante nella trasmissione dell’impulso elettrico.
  • Gioca un ruolo nella secrezione biliare, ottimizzando l’assorbimento di vitamine liposolubili.

Parlando un attimo dei valori di colesterolo nel nostro sangue, la cosi chiamata colesterolemia, il valore ritenuto idoneo dalla comunità è di 170-200mg/dL, se il valore viene superato si parla di ipercolesterolemia, mentre se è inferiore a 110-120 mg/dl si parla di ipocolesterolemia.

Senza fare lunghi dibattiti, ritengo che focalizzarsi su un solo dato sia molto riduttivo, ci sono persone longeve, attive, che si alimentano bene e che presentano colesterolo leggermente superiore alla norma senza presentare alcun sintomo. Questo non vuol far passare il messaggio che non si debbano controllare i propri livelli di colesterolo, ma semplicemente la necessità di rapportarlo alla singola persona.

In soggetti con un elevato rischio cardiovascolare che presentano obesità, inattività fisica, ipertensione, diabete, famigliarità o per passati eventi cardiovascolari, i valori di colesterolo totale e soprattutto LDL devono e rimanere nel range. Invece in un soggetto attivo, sano che non presenta un rischio cardiovascolare ma ha dei livelli di colesterolo più alto del range (range che inoltre cambia da laboratorio a laboratorio) non deve per forza essere trattato farmacologicamente perché potrebbe bastare un occhio di riguardo in più sull’alimentazione, sul modulare lo stress, l’attività fisica e soprattutto sulla gestione dell’insulina.

Infine, le statine, cioè il farmaco di elezione contro ipercolesterolemia, presenta molte controindicazioni associate a una veri problemi muscolari ed epatici e sembrerebbero anche avere una funzione prodiabetica.

Quindi, affidatevi a personale esperto che utilizzi sempre un approccio integrato e completo, per valutare a 360 gradi la vostra situazione.

Se si presenta un paziente con un quadro di rischio cardiovascolare, con valori fuori dal range, il primo passo da fare è lavorare sullo stile di vita 360 gradi con una dieta specifica, l’inserimento di attività fisica e un’iniziale integrazione naturale nutraceutica che negli ultimi anni si è rilevata un arma importante per combattere le problematiche cardiovascolari.

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Proprio parlando di nutraceutica, ecco che il Team di Ricerca e Sviluppo TN Pharma ha dato vita a Forti-Lipid, un integratore nutraceutico a base di berberina, Monacolina K, estratto di ulivo OLECOL®, astaxantina ASTAGILE™ Microcapsules, olio di crusca di riso e vitamine fondamentali che contribuisce al mantenimento di normali livelli di colesterolo nel sangue.

La sinergia dei suoi composti non lavorerà solo sull’abbassare il colesterolo totale e quello cattivo ma eserciterà un’azione antiossidante, lavorando in modo completo sul nostro organismo.

Nel Forti-Lipid di TN Pharma ritroviamo elementi unici come:

  • L’estratto di ulivo OLECOL®, certificato con un’elevatissima biodisponibilità e con un elevato contenuto di oleuropeina che non solo migliora il profilo lipidico nel sangue ma abbassa l’assorbimento del glucosio e riduce il rischio di LDL ossidato adatto ai soggetti con elevati livelli di colesterolo e sovrappeso. La oleuropeina è un polifenolo con ottima azione antiossidante, presente anche nel olio extravergine di oliva. Questo polifenolo è stato associato inversamente non solo alle malattie cardiovascolare ma anche nel miglioramento della composizione corporea.
  • Il complesso ASTAGILE™ Microcapsules, elemento dall’elevata innovazione tecnologica che unisce la validità di una molecola ben nota come l’astaxantina, alla versatilità e completezza dell’alga spirulina che permette di aumentare la produzione del colesterolo HDL, il cosiddetto “buono” e ridurre la quantità di trigliceridi nel sangue.
  • La Monocolina K, un prodotto che si ottiene dalla fermentazione del riso rosso ad opera del lievito Monascus purpureus. La monacolina K è strutturalmente analoga alla lovastatina, infatti è capace di inibire la HMGCoA reduttasi bloccando così la sintesi di colesterolo. La ricerca ha dimostrato che questa Monacolina presenta un biodisponibilità maggiore rispetto alla tipica forma farmaceutica lovastatina. A parità di dosaggio, la Monacolina K è capace di avere un effetto ipocolesterolemizzante maggiore della statina con la conseguenza di ottenere un effetto farmacologico significativo a dosaggi inferiori rispetto ai classici farmaci utilizzati e con un minor rischio di effetti collaterali.
  • Olio di crusca di riso, ricco di vitamine E e policosanoli, soprattutto di Octacosanolo, è in grado di migliorare il quantitativo di HDL, di ridurre l’ossidazione delle LDL e produrre un effetto anti infiammatorio. Inoltre si è dimostrato utile nella gestione dello stress e dell’insogna.
  • Le Vitamine C, B5 e l’acido folico che oltre ad avere un’azione antiossidante, giocano u ruolo essenziale nel metabolizzano i grassi.
  • Infine la mia amata Berberina, una sostanza conosciuta già da millenni nella medicina orientale dalle grandi proprietà curative. La berberina è una sostanza alcaloide estratta dalle radici di alcune piante della famiglia delle berberidaceae, chimicamente è un estratto vegetale di sale di ammonio quaternario, che presenta un’attività ipocolesterolemizzante, ipoglicemizzante, antinfiammatoria, antipertensiva. anti-fungina e anti diarroiche. Il suo inserimento nel Fort-Lipid è stato appositamente studiato per l’effetto anti iperlipidemico dove può agire sulla riduzione dei livelli di colesterolo totale, dei trigliceridi (TG) e del colesterolo a bassa densità (LDL- C). La Berberina, a livello epatico, aumenta l’espressione del recettore delle lipoproteine a bassa densità (LDLR), grazie alla stabilizzazione dell’mRNA dei recettori LDLR, in un pathway di segnalazione che coinvolge ERK, una kinasi importantissima per la salute. Infine a sua volta avviene anche l’attiva anche AMPK, con conseguente inibizione della sintesi di colesterolo e dei trigliceridi negli epatociti. Questi effetti potrebbero spiegare la forte riduzione dei trigliceridi ematici osservata nei vari studi clinici.

Per concludere, il colesterolo è un componente essenziale per la vita dell’uomo. Sicuramente ci sono molti elementi da prendere in considerazione per ottimizzare la gestione del colesterolo ematico ma oltre a una buona alimentazione e una adeguata attività fisica, un aiuto lo possiamo ritrovare anche nella nutraceutica che, grazie agli estratti naturali, causerà meno effetti collaterali dei classici farmaci ipocolesterolemizzanti.

Sapevate che anche l’integrazione di probioti e prebiotici specifici può giocare un ruolo importante nella modulazione del colesterolo ? Ma lo vedremo più nel dettaglio in un prossimo articolo sul microbioma e colesterolo.

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Dott. Matteo Massimo Primo

Biologo nutrizionista, Matteo Massimo Primo è specializzato in nutrizione clinica, terapeutica e sportiva.

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