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Con l'abbassamento delle temperature il nostro sistema immunitario viene messo a dura prova e per rafforzare le nostre difese l'integrazione alimentare può giocare un ruolo importante. Conoscere i migliori integratori per le difese immunitarie può fare la differenza!

L’inverno sta arrivando!!

No, non è solo una citazione di “Il Trono di Spade” ma è un dato di fatto. Con l’abbassamento delle temperature il nostro sistema immunitario viene messo a dura prova e per rafforzare le nostre difese l’integrazione alimentare può giocare un ruolo importante. Conoscere i migliori integratori per le difese immunitarie può fare la differenza!

Sappiamo che il 50% degli individui soffre di carenza di vitamina D, la “vitamina del sole”.

Proprio questa vitamina riveste un ruolo importante per il sostegno del sistema immunitario, quindi durante l’inverno, con la mancata esposizione al sole, ha sicuramente senso integrare la dieta con vitamina D.

Purtroppo in questo periodo, a peggiorare la situazione di fronte all’arrivo della fredda stagione, si sta mettendo anche la pandemia di Coronavirus.

In un recente studio pubblicato il 3 settembre 2020 sul Journal of the American Medical Association (JAMA Network), i ricercatori hanno riferito che 489 pazienti partecipanti allo studio di coorte retrospettivo e monocentrico, presentavano una carenza di vitamina D.  Questo dato potrebbe essere associato a un aumento del rischio di contrarre la COVID-19 e sicuramente suggerisce che potrebbero essere necessari studi randomizzati per determinare se la vitamina D influisca o meno sul rischio di infezione da virus SARS-COV-2.

La cosa interessante di questo studio è che è stato riscontrato che il trattamento con vitamina D riduce gli episodi di infezioni virali del tratto respiratorio, specialmente nei pazienti che presentano una carenza di vitamina D.

Questo conferma l’importanza della vitamina D nella regolazione del sistema immunitario e nella riduzione di alcune citochine infiammatorie.

La ricerca ha dimostrato nel corso degli anni che la vitamina C, la quercetina e altri polifenoli, presenti nell’uva, sono importanti antiossidanti per il corpo, in grado di ridurre il livello di infiammazione. Il selenio, l’N-acetilcisteina (NAC) e lo zinco sono anch’essi importanti antiossidanti per il corpo, in grado di contribuire a una riduzione dell’infiammazione.

Quando una particella virale entra nel corpo attraverso il naso, la bocca o gli occhi, nei polmoni, il sistema immunitario riconosce il virus e invia molecole di segnalazione immunitaria chiamate citochine come l’interleuchina-6 (IL-6) e il fattore di necrosi tumorale (TNF). Normalmente queste citochine svolgono un ruolo benefico attivando la nostra risposta immunitaria innata, innescando l’intervento di alcuni globuli bianchi chiamati macrofagi, neutrofili e cellule natural killer (NK cells) che distruggono e uccidono alcuni pericolosi agenti patogeni, batteri e virus. Questi globuli bianchi sono come “Pac-Man”, cioè fagocitici killer che rilasciano radicali liberi delle specie reattive dell’ossigeno (ROS), uccidendo così batteri e virus. Allo stesso tempo, però, queste specie di radicali liberi ROS danneggiano i tessuti normali e possono causare infiammazione e morte cellulare. Quindi questi globuli bianchi in realtà sono un’arma a doppio taglio: uccidono virus e batteri pericolosi, oppure possono andare in tilt, causando gravi infiammazioni, danni alle cellule e insufficienza d’organo.

I nutrienti antiossidanti come vitamina C, polifenoli, selenio, zinco e N-acetilcisteina (NAC) hanno dimostrato nella letteratura scientifica di essere potenti spazzini di ROS e radicali liberi e in questo modo aiutano a ridurre l’infiammazione nei polmoni e in altri organi e tessuti. I polifenoli come la quercetina e le bucce d’uva e l’estratto di semi d’uva sono efficaci e agiscono sinergicamente con la vitamina C come antiossidanti, con proprietà antinfiammatorie e antivirali. La quercetina sembra impedire ai virus di entrare nella cellula, riducendo così la carica virale (Viruses, dicembre 2016). I polifenoli funzionano anche come prebiotici e aiutano a promuovere una flora batterica sana.

Anche la curcumina, un polifenolo presente nella spezia curcuma, ha proprietà antinfiammatorie. Non ci sono studi che dimostrano che la curcumina prevenga o riduca le infezioni virali negli esseri umani, anzi, la cosa interessante è che la curcumina può aumentare l’espressione del recettore ACE2, che facilita l’ingresso del virus nella cellula. Davanti a questi dati, nasce una controversia che andrebbe chiarita mediante ulteriori studi più approfonditi.

 

Il ruolo degli integratori nella pandemia di COVID-19

La ricerca nella letteratura scientifica ha dimostrato che alcuni integratori alimentari e nutrienti immunitari come zinco, vitamina D, vitamina C, selenio, N-acetilcisteina e polifenoli hanno potenziali benefici immunomodulanti. Lo conferma un recentissimo studio molto interessante: I ricercatori hanno pubblicato una review (2 giugno 2020, Cleveland Clinic Journal of Medicine) mirata a studiare il ruolo dell’integrazione con acido ascorbico (vitamina C), zinco, vitamina D o N-acetilcisteina per la prevenzione o il trattamento della COVID-19. Le conclusioni di questa review sono piuttosto significative e aprono la strada per ulteriori indagini e ricerche. Si tenga presente che la Cleveland Clinic è stata pioniera di molte scoperte mediche ed è nota da molti anni come uno dei migliori ospedali e istituzioni mediche negli Stati Uniti. Gli autori della review delineano “la plausibilità biologica, i dati clinici applicabili e il ruolo potenziale di ciascuno di questi agenti”.  Sulla base della loro revisione scientifica, gli autori riconoscono che “l’acido ascorbico, lo zinco, la vitamina D e l’N-acetilcisteina hanno plausibilità biologica per la prevenzione e il trattamento della COVID-19 e sono candidati per studi futuri studi clinici che valutano che confermino queste teorie.  Gli autori affermano che l’infezione da SARS-COV-2 può causare un aumento dell’infiammazione sistemica nel corpo, quel tipo di infiammazione che viene spesso definita come “tempesta citochinica”. Durante la tempesta di citochine aumentano notevolmente i livelli di citochine proinfiammatorie come l’interleuchina-6 (IL-6), l’interleuchina-1 (IL-1) e il fattore di necrosi tumorale (TNF). Gli autori dello studio citano inoltre che che zinco, vitamina D e N-acetilcisteina (NAC) possono agire positivamente, riducendo queste citochine infiammatorie. La varie ricerche in questo senso hanno dimostrato che la tempesta di citochine provoca una risposta iperimmune che può danneggiare non solo i polmoni ma anche il cuore, il sistema cardiovascolare, i vasi sanguigni, il fegato, il pancreas, l’intestino, i reni e il cervello. La tempesta di citochine causa anche gravi coaguli di sangue in tutto il corpo, aumentando il rischio di infarto, ictus ed embolia polmonare.

La review di cui stiamo parlando cita anche il fatto che i pazienti affetti da COVID-19 accumulano una pesante quantità di stress ossidativo, che è caratterizzato dalla produzione di specie reattive dell’ossigeno e specie reattive dell’azoto. Queste specie reattive dell’ossigeno (ROS) possono danneggiare i tessuti e causare infiammazioni. In questo caso anche gli integratori antiossidanti possono essere molto utili.  L’N-acetilcisteina è un precursore del glutatione, un antiossidante molto importante  per tutto l’organismo, compresi i polmoni. Un altro importante antiossidante, non menzionato nella relazione, è il minerale selenio. Il selenio funziona come cofattore per la sintesi del glutatione nel corpo. È stato recentemente riportato da ScienceDaily il 29 aprile e pubblicato nel numero del 28 aprile dell’American Journal of Clinical Nutrition che un team internazionale di ricercatori, guidato dalla professoressa Margaret Raymon presso l’Università del Surrey, ha identificato un legame tra tasso di guarigione da COVID- 19 e assunzione di selenio nella Cina. La ricerca ha dimostrato che il selenio ha proprietà antinfiammatorie e antivirali. Sono necessari ulteriori studi a questo punto per approfondire se la carenza di selenio può aumentare il rischio di COVID-19. Come sempre abbiamo la conferma che con un’alimentazione ben bilanciata e, dove necessario, con l’assunzione di  integratori alimentari in grado di supportare il sistema immunitario si possono prevenire diverse malattie, compresa la COVID-19.

Infine non dimentichiamo l’importanza dell’attività fisica che, se svolta nel modo giusto, può contribuire positivamente al benessere dell’organismo e quindi anche del sistema immunitario.

 

I migliori integratori per le difese immunitarie

Resta comunque importante sottolineare come al momento la FDA (Food and Drug Administration) ha ancora affermato che non ci siano prodotti o integratori alimentari scientificamente provati per potenziare il sistema immunitario al punto da combattere o prevenire il coronavirus. Tuttavia, alla luce delle ultime ricerche possiamo comunque rendere il nostro sistema immunitario efficiente al 100%, attraverso una buona alimentazione, esercizio fisico regolare e una buona integrazione alimentare che preveda senz’altro:

Tutti integratori alimentari formulati dal Team di Ricerca & Sviluppo Tsunami Nutrition e TN Pharma. Sono prodotti validissimi, di qualità elevata, con materie prime selezionate che possono essere combinati insieme per creare uno “stack immunitario” in grado di fornire tutto il supporto di cui il tuo sistema immunitario ha bisogno.

Dott. Antonio Milocco

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Dott. Antonio Milocco

Biologo nutrizionista, il Dott. Antonio Milocco è focalizzato sulla ricerca nelle scienze dell’alimentazione grazie ad una collaborazione con l’Università di Sassari.

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