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Cosa sono i probiotici?

I probiotici (dal greco “pro-bios” favorevoli alla vita) sono microrganismi vivi ed attivi che secondo le linee guida della organizzazione mondiale della sanità (OMS) “se somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”(1).

Negli ultimi decenni sono stati al centro di una intensa attività di ricerca ed il loro utilizzo si è dimostrato estremamente prezioso nel trattamento di numerose condizioni patologiche e non. Concretamente si tratta di batteri presenti nei cibi fermentati e negli integratori alimentari che normalmente già popolano il nostro microbiota intestinale. Con microbiota intestinale o microbioma, si intende la popolazione di microrganismi che colonizzano il nostro intestino. Il peso complessivo del microbiota è di circa 1kg e mezzo, è composto da oltre 500 specie diverse di batteri simbionti ed assolve a numerosi ed importantissimi compiti, tra cui:

  1. Funzione immunitaria, funge da “barriera” nei confronti dei batteri patogeni che potrebbero proliferare nell’organismo
  2. Funzione metabolica, agevola l’estrazione di energia di nutrienti fermentando carboidrati per noi indigeribili e l’assorbimento di molti polifenoli
  3. Funzione di sintesi, permette di sintetizzare sostanze fondamentali come la vitamina k, gli isoprenoidi ed i preziosissimi acidi grassi a catena corta (SCFA)

La composizione della popolazione batterica che costituisce il microbiota umano è fondamentale per mantenere la salute psico-fisica dell’individuo perciò il mantenimento del suo equilibrio, che si traduce nel corretto bilanciamento dei diversi tipi di batteri che lo popolano, è la chiave per il nostro benessere. Inoltre, la flora batterica è in parte di derivazione genetica ed in parte adattiva, ovvero soggetta alle continue modificazioni che avvengono in relazione al nostro tipo di alimentazione, all’instaurarsi di stati infiammatori più o meno transitori od all’uso di antibiotici.

Ogni ceppo batterico che la popola ha esigenze nutritive diverse e determinati comportamenti, come abitudini alimentari scorrette o monotematiche, possono alterare la composizione della microflora a favore di una o più specie batteriche instaurando una condizione detta disbiosi. Tra i sintomi della disbiosi abbiamo: sensazione di gonfiore addominale, meteorismo, nausea, flatulenza e disturbi dell’alvo che nella donna possono determinare infezioni genitali. Tali disturbi vengono spesso confusi dal paziente con allergie, intolleranze alimentari o altre patologie gastrointestinali.

Quali sono i probiotici?

Possiamo ritrovare i probiotici negli alimenti fermentati come gli yogurt , tuttavia questi vengono in gran parte inattivati dai succhi gastrici e dai processi digestivi. Motivo per cui esistono in commercio integratori alimentari e prodotti farmaceutici da banco a base di probiotici, ed alcuni sono divenuti marchi registrati (Actimel, Yakult, Fyos, ecc). I microrganismi maggiormente utilizzati nella produzione di probiotici sono (2) :

  • Lactobacillus acidophilus
  • Lactobacillus casei
  • Lactobacillus casei immunitas
  • Lactobacillues shirota
  • Lactobacills reuteri
  • Lactobaccillus delbrueckii
  • Saccaromiceyces boulardi
  • Bacillus clausii
  • Bifidobacterium
  • Clostridium sporogenes

In commercio ritroviamo anche i prebiotici, sostanze di origine alimentare che servono appunto per nutrire i microrganismi intestinali ed i simbiontici ovvero prodotti funzionali contenenti miscele di probiotici e prebiotici.

Quali caratteristiche devono avere i probiotici?

Un probiotico per poter esplicare le sue azioni benefiche sull’organismo deve possedere determinate caratteristiche (3):

  1. Essere tra le specie simbiontiche già presenti nel nostro intestino
  2. Non essere nocivo per l’uomo (lista EFSA)
  3. Raggiungere il tratto intestinale vivo, attivo ed in quantità sufficienti
  4. Essere capace di aderire alle cellule intestinali e proliferare
  5. Essere in grado di esplicare le funzioni benefiche per cui viene assunto

Qual è il loro meccanismo d’azione?

I meccanismi attraverso cui i probiotici esplicano le loro azioni benefiche sull’organismo sono molteplici, eterogenei e ceppo specifici. Tra questi i principali sono :

  • la colonizzazione e normalizzazione delle comunità microbiche intestinali perturbate e l’esclusione competitiva di patogeni e batteriocine
  • la modulazione delle attività enzimatiche relative alla metabolizzazione di un certo numero di agenti cancerogeni ed altre sostanze tossiche e la produzione di acidi grassi volatili (SCFA e BCFA) che svolgono un ruolo nel mantenimento dell’omeostasi energetica e nella regolazione della funzionalità nei tessuti periferici
  • l’aumento dell’adesione delle cellule intestinali e la produzione di mucina
  • la modulazione del tessuto linfoide associato all’intestino e del sistema immunitario
  • l’interazione con l’asse cervello-intestino

 Cosa curano i probiotici?

I sintomi clinici che sono stati trattati, o hanno il potenziale per essere trattati, tramite l’integrazione probiotica includono, diarrea, gastroenterite, sindrome dell’intestino irritabile e malattia infiammatoria intestinale (IBD, morbo di Crohn e colite ulcerosa), funzione immunitaria depressa, digestione inadeguata della lattasi, allergie infantili ed adulte, difetti della fertilità, iperlipidemie, malattie epatiche, infezioni da Helicobacter pylori ed altri.

Diarrea

Gli utilizzi più noti dei probiotici sono rivolti alla prevenzione delle malattie connesse alla diarrea e nella gestione della diarrea virale e batterica acuta, nonché il  potenziale beneficio nel controllo di quella associata agli antibiotici. Un certo numero di ceppi specifici hanno dimostrato di avere un beneficio significativo nel trattamento della diarrea (4; 5; 6), della diarrea dei viaggiatori (7) e di quella nei bambini piccoli causata da rotavirus (8). Le specie probiotiche che mostrano più promesse nel trattamento delle malattie della diarrea nei bambini includono Lactobacillus spp., L. reuteri, Lactobacillus casei, Sacc. boulardii, Bifidobacterium bifidum e Strep. Thermophilus (9; 10). È noto che i batteri dell’acido lattico rilasciano vari enzimi nel lume intestinale che esercitano effetti sinergici sulla digestione, alleviando i sintomi del malassorbimento intestinale.

In ambito pediatrico, i probiotici sembrano dare benefici nel controllo della diarrea virale, probabilmente aumentando la segrezione di IgA e diminuendo la proliferazione virale, suggerendo un meccanismo immunologico.

I probiotici possono prevenire o migliorare la diarrea attraverso i loro effetti sul sistema immunitario. Inoltre, potrebbero prevenire l’infezione perché competono con virus patogeni o batteri (11) ed inibire, anche, la crescita di batteri patogeni producendo batteriocine come la nisina (12).

Intolleranza al lattosio: L’acido lattico dello yogurt sembra alleviare i sintomi dell’intolleranza al lattosio negli individui carenti dell’enzima lattasi. L’effetto benefico sembra essere una conseguenza dei batteri dell’acido lattico nel latte fermentato che aumentano l’attività della lattasi nell’intestino tenue (13; 14).

Infiammazione/artrite: Si ipotizza che l’infiammazione associata all’artrite reumatoide possa essere modulata dall’uso di probiotici (15). In uno studio su trenta pazienti con artrite giovanile cronica è stata  assegnata casualmente la somministrazione di Lactobacillus GG o colostro bovino per un periodo di due settimane (16). Sono stati rilevati nel sangue e nelle feci i marker relativi alle difese intestinali immunologiche e non immunologiche. È stato evidenziato dai ricercatori che i meccanismi di difesa intestinale risultano coinvolti nell’artrite giovanile cronica e ed è emerso che la somministrazione orale di Lactobacillus GG somministrato abbia il potenziale per rafforzare i meccanismi protettivi della mucosa. Quando è infiammato, il tratto gastrointestinale diventa permeabile e funge da collegamento tra malattie infiammatorie del tratto gastrointestinale  ed i disturbi extranfiammatori come l’artrite. I probiotici hanno la capacità di modulare la risposta del sistema immunitario e la conseguente riduzione della permeabilità gastrointestinale (17; 18).

Il potenziale dei probiotici per controllare l’infiammazione allergica in tenera età è stato valutato in uno studio randomizzato controllato con placebo in doppio cieco. I risultati hanno fornito la prima dimostrazione clinica di specifici ceppi probiotici  modificando i cambiamenti legati all’infiammazione allergica. I dati indicano inoltre che i probiotici possono contrastare le risposte infiammatorie e l’ambiente intestinale sfavorevole. Gli effetti combinati di questi ceppi probiotici sono utili nei lattanti durante il periodo di svezzamento, quando inizia la sensibilizzazione agli antigeni  (19).

Allergia/ eczema: Sebbene la ricerca sia ancora ad uno stadio preliminare in merito a come i probiotici potrebbero modulare la reazione allergica, sembra  che possano esercitare un effetto benefico migliorando la funzione protettiva della mucosa intestinale ed il sistema immunitario (20). I batteri probiotici sono importanti per ridurre l’infiammazione associata alle reazioni di ipersensibilità in pazienti con eczema atopico ed allergia alimentare (21; 22). La somministrazione perinatale di Lactobacillus rhamnosus GG ha diminuito della metà la comparsa di eczema nei neonati a rischio (23).  È stato inoltre evidenziato che i probiotici  possono alleviare l’infiammazione intestinale, fornendo uno strumento utile per il trattamento dell’allergia alimentare (24).

I probiotici possono anche essere utili per alleviare alcuni dei sintomi delle allergie alimentari come quelli associati alle proteine del latte. Probabilmente mediante la degradazione di queste proteine in peptidi e amminoacidi più piccoli.

Ipertensione: le prove preliminari indicano che i batteri probiotici o i loro prodotti fermentati possono svolgere un ruolo nel controllo della pressione sanguigna, studi condotti su animali e clinici hanno documentano gli effetti antipertensivi dell’ingestione probiotica (25). Pazienti anziani ipertesi che consumavano latte fermentato con un antipasto contenente Lactobacillus helveticus e Sacc. cerevisiae ha sperimentato riduzioni della pressione sanguigna sistolica e diastolica (26).  Considerando l’attuale epidemia di malattie cardiache, il consumo regolare di probiotici può fornire un modesto effetto profilattico contro le malattie cardiache.

Sindrome dell’intestino irritabile: I probiotici hanno un effetto diretto sull’intestino nel trattamento dei disturbi intestinali infiammatori e funzionali. In uno dei più comuni disturbi funzionali dell’intestino, la sindrome dell’intestino irritabile, i ceppi di L. plantarum 299v e DSM 9843 hanno dimostrato in studi clinici di ridurre il dolore addominale, gonfiore, flatulenza e costipazione (27; 28). È stato anche osservato che il Sacc. boulardii ha ridotto la diarrea nella sindrome dell’intestino irritabile, ma non è stato efficace nell’alleviare altri sintomi della sindrome. Un recente studio ha mostrato un potenziale ruolo del microbiota intestinale nella modulazione dell’infiammazione nell’intestino e nelle articolazioni. La normale fisiologia intestinale è modellata dall’interazione tra il microbiota intestinale e i tessuti gastrointestinali dell’ospite, compresa la motilità, l’assorbimento e la secrezione e la permeabilità intestinale (29).

Infezioni da Helicobacter pylori: Aiba et al. (30) hanno mostrato che il Lactobacillus salivarius è in grado di produrre elevate quantità di acido lattico, che può inibire la crescita di H. pylori in vitro. È stato riscontrato che maggiore è il livello di produzione di acido lattico da parte del Lactobacillus, più potente è l’effetto sulla riduzione dell’attività dell’ureasi di H. pylori. Ci sono alcune prove preliminari che testimoniano la capacità dei batteri probiotici nell’inibire la colonizzazione gastrica e l’attività di H. pylori, che è associata a gastrite, ulcere peptiche e cancro gastrico. Si è scoperto anche che L. salivarius inibisce la colonizzazione di H. pylori negli studi in vitro e nei topi (30). L’uso di probiotici nel campo dell’infezione da H. pylori è stato proposto al fine di migliorare il tasso di eradicazione e la tollerabilità e per la compliance di molteplici regimi antibiotici utilizzati per l’infezione (31; 32). Un’inibizione dell’infezione da H. pylori è stata anche dimostrata negli esseri umani che consumano Lactobacillus johnsonii (33).

Quindi, la somministrazione orale di probiotici può essere utile in una moltitudine di disturbi sia all’interno che all’esterno del tratto gastrointestinale. Gli effetti diretti dei probiotici nel tratto gastrointestinale sono ben documentati e nuove evidenze di ricerca supportano gli effetti sistemici indiretti dei probiotici per ulteriori disturbi di tanti tipi.  

La ricerca in questa direzione procede spedita e i risultati sono sempre più promettenti, soprattutto per le correlazioni tra salute intestinale e salute dell’intestino in generale.

Possiamo tranquillamente osare e affermare che la salute intestinale sia la base per la salute di tutto l’intestino. Un aspetto importante da sottolineare, però, è l’utilizzo di probiotici in via preventiva e non pensare che siano la cura per alcun male. Per meglio dire, non prendo i probiotici solo quando ho la diarrea o mal di pancia o qualsiasi altro disturbo.

La salute intestinale è qualcosa che si cura giorno per giorno, partendo sicuramente da una buona alimentazione e un corretto stile di vita. A questo possiamo pensare di aggiungere dei probiotici in maniera intelligente, affidandoci a un buon integratore, assumendo in maniera ciclica i vari ceppi batterici. Per tale ragione, il Team Ricerca & Sviluppo TN Pharma ha dedicato tante risorse nella produzione di validi prodotti a sostegno della salute intestinale, ciascuno con indicazioni particolari e differenti.

 

 

Riferimenti

  1. Report of a Joint FAO/WHO Expert Consultation on Evaluation of Health and Nutritional Properties of Probiotics in Food Including Powder Milk with Live Lactic Acid Bacteria, Health and Nutritional Properties of Probiotics in Food including Powder Milk with Live Lactic Acid Bacteria, in Food and Agriculture Organization of the United NationsWorld Health Organization, ottobre 2001
  2. Bottazzi, V. Latte-fermentati funzionali probiotici. Edizioni scientifiche, 2004
  3. Plaza-Diaz, Julio et al. “Mechanisms of Action of Probiotics.” Advances in nutrition (Bethesda, Md.)vol. 10,suppl_1 (2019): S49-S66. doi:10.1093/advances/nmy063
  4. Hilton, E., Kolakawaki, P., Singer, C. and Smith, M. (1977) Efficacy of LactobacillusGG as a diarrheal preventive in travelers. J Travel Med4, 41–43.
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  6. Marteau, P., De Vrese, M., Cellier, C.J. andSchrezenmeir, J. (2001) Protection from gastrointestinal diseases with the use of probiotics. Am J Clin Nutr73, 430S–436S.
  7. Hilton, E., Kolakawaki, P., Singer, C. and Smith, M. (1977) Efficacy of LactobacillusGG as a diarrheal preventive in travelers. J Travel Med4, 41–43.
  8. Saavedra, J.M., Bauman, N.A., Oung, I.,Perman, J.A. and Yolken, R.H. (1994) Feeding of Bifidobacterium bifidumand Streptococcus thermophilusto infants in hospital for prevention of diarrhoea and shedding of rotavirus. Lancet 344, 1046–1049.
  9. Savaiano, D.A. and Levitt, N. (1987) An overview of lactose intolerance and milk protein allergies, specifically their cause, prevalence, clinical symptoms, diagnosis, management and prognosis. Bock, S.A.Pediatrics79, 683.
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Dott. Antonio Milocco

Biologo nutrizionista, il Dott. Antonio Milocco è focalizzato sulla ricerca nelle scienze dell’alimentazione grazie ad una collaborazione con l’Università di Sassari.

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