Home » Dieta chetogenica: pro e contro

Nel precedente articolo abbiamo parlato di sostenibilità della dieta e di come quest’ultima sia la chiave che ci consente di raggiungere i nostri obiettivi siano essi di dimagrimento o miglioramento dello stato nutrizionale in maniera sana e duratura.

Sappiamo anche quanto il mondo delle “diete dimagranti” sia da decenni vittima di mode, marketing sfrenato e dell’esaltazione del tutto e subito. È proprio questa attitudine che contraddistingue in generale il genere umano che ha portato la dieta Chetogenica ed alcune delle sue varianti più note (Paleo diet, Atkins ecc) a trovare la loro Panacea: viste come uno strumento facile e veloce per accelerare il dimagrimento e la perdita di grasso corporeo, hanno suscitato negli ultimi anni sempre più attenzione.

Di domande in merito ne ho ricevute a centinaia:

  • Cos’è la dieta chetogenica?
  • Vale la pena provarla?
  • Una mia amica ha perso 10 kg in un mese prendendo un integratore di chetoni!

Abbiamo già chiarito in precedenza quanto i processi di dimagrimento per quanto complessi vengano sempre favoriti da un deficit calorico, ma cerchiamo di comprendere il perché la dieta chetogenica sia così in voga, quali sono i suoi reali campi di applicazione e quali sono i potenziali effetti collaterali legati ad un suo utilizzo “fai da te”.

Che cos’è la dieta chetogenica?

La dieta chetogenica è un approccio nutrizionale in cui si riducono drasticamente i carboidrati fino a 20-30g al giorno. Il nostro organismo è programmato per la sopravvivenza: in una condizione di digiuno prolungato o di deficit di carboidrati viene “costretto” a prendere le energie necessarie dagli acidi grassi presenti nel tessuto adiposo (FFA) ed a sfruttare alcuni amminoacidi per produrre glucosio (gluconeogenesi).

Cosa chiedere di meglio?…continuiamo ad approfondire!

L’energia resa disponibile dagli acidi grassi liberi (FFA), tuttavia, non può essere sfruttata a livello cerebrale: qui entra in gioco la produzione di corpi chetonici da parte del fegato, acidi organici prodotti dal metabolismo lipidico, capaci di superare la barriera ematoencefalica e fornire energia per il corretto funzionamento del cervello. L’accumulo di corpi chetonici nel sangue è conosciuto con il termine chetosi.

Il nostro organismo, quindi, nel corso della sua evoluzione ha sviluppato il meccanismo di chetosi per una condizione temporanea di emergenza e non per una condizione fisiologica prolungata!

Dieta chetogenica e neurologia

Un aspetto che reputo sia importante conoscere è che i primi studi sulla dieta chetogenica furono condotti nel campo della neurologia in quanto risultata efficace nello stabilizzare pazienti affetti da epilessia.

In letteratura non vi è ancora molta chiarezza in merito a come la dieta chetogenica possa favorire il controllo delle convulsioni e la gestione di altre patologie come il Parkinson, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), sclerosi multipla e schizofrenia.

Le ipotesi più o meno accreditate sono diverse e relative all’ azione dei chetoni ma anche alla riduzione della glicemia, la ridotta secrezione di insulina da parte del pancreas, la riduzione dei marcatori di infiammazione, il miglioramento delle funzioni mitocondriali o il combinarsi di tutti questi fattori.

In generale, gran parte di questi studi concordano sul fatto che in particolari casi clinici le funzionalità cerebrali risultino più efficienti quando una parte dell’energia necessaria proviene da chetoni, ottimizzando la funzionalità dei mitocondri.

Dieta chetogenica e dimagrimento

L’impatto della dieta chetogenica nella regolazione del metabolismo glucidico e lipidico ha negli anni suscitato l’interesse della comunità scientifica nel trattamento dell’obesità e di gran parte delle comorbilità associate ad essa (Diabete in primis).

La dieta chetogenica, se utilizzata per la perdita di peso, non è diversa dalle altre diete che, per essere efficaci, devono creare un bilancio energetico negativo.

A differenza di altre diete, però, porta con sé una serie di sintomatologie che rendono la condizione di chetosi poco piacevole e sostenibile:

  • Secchezza della bocca
  • Aumento della diuresi con conseguente disidratazione
  • Alitosi
  • Inappetenza
  • Cali di energia e sostenibilità allenamenti intensi
  • Mal di testa

Chi è a favore della dieta chetogenica sostiene che tali sintomi siano passeggeri, ma nella mia pratica clinica quotidiana onestamente ho riscontrato l’esatto contrario.

Bisogna anche dire che se una dieta chetogenica viene prescritta da un medico con il supporto di un dietista vi sono delle metodiche di monitoraggio dei livelli di produzione dei corpo chetonici (Urine, sangue) medianti le quali si può intervenire per prevenire e migliorare alcune sintomatologie.

Una dieta chetogenica “Fai da te”, invece, può determinare una condizione di acidosi eccessiva, sovraccarico renale e alterazioni metaboliche complesse da ripristinare.

Salvo dunque specifiche esigenze cliniche, reputo la dieta chetogenica poco sostenibile specie per chi fa sport e necessita di tutti i macro nutrienti (Carboidrati, proteine, grassi) nelle giuste proporzioni.

Abbandoniamo il malsano “tutto e subito” e lo sfruttamento di meccanismi metabolici di emergenza e impegniamoci con il supporto di professionisti del settore a trovare nel tempo un equilibrio nutrizionale sostenibile.

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Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo.
Nota: L’articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

 

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Dott. Marco Angelini

Dott. Marco Angelini, Dietista e Personal Trainer specialista in nutrizione clinica e preparazione atletica con alle spalle anni di esperienza maturata in diversi contesti medici e sportivi di alto livello.

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